I miei personali enogastroconsigli triestini

Enoteche dove comprare o solo rifarsi gli occhi:

Bischoff (dal 1777) in via Mazzini 21

Nanut via Genova 10

Dove andare a bere:

Assolutamente Osteria da Marino: Via del Ponte 5. Gran selezione di vini al bicchiere, da nostrani a capisaldi dell’enografia nazionale (io sono super affezionata al mio Ripasso di Valpolicella)

Cantina degli ostinati, Via dell’Annunziata 6/c

Viva, Piazzetta Barbacan

Al Ciketo, Via San Sebastiano 6

Divino in vino, Via Nordio 7/a

Visto che siete a Trieste provate i vini del Friuli Venezia Giulia, sono spesso difficili da capire, alle volte duri, spigolosi e aspri come noi, però una volta che s’imparano ad apprezzare vi innamorerete di loro (e di noi). Quindi fate buona scorta di Malvasia istriana, Vitovska, Friulano (ex Tocai), Ribolla gialla, Terrano, Refosco, Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe (Picolit e Verduzzo se volete osare anche economicamente…)

Rebechin e merende veloci:

Punto forte di Trieste è il “rebechin” cioè la merenda e la si fa nei buffet, tipici triestini, solitamente pane con prosciutto cotto caldo tagliato a mano, senape e kren (radice di rafano fresca grattata “a vivo”), ma anche piatti di caldaia, fritti (la polpetta a merenda è un must) e ovviamente il venerdì il nostro baccalà mantecato. Il posto migliore secondo me è L’Approdo in via Carducci 34, con una gran selezione di vini sia nostrani che non, io ci vado almeno un paio di volte al mese, immancabile.
Appunto: hanno il mio bianco preferito al bicchiere, il Braide Alte della Livon, stupefacente, uno dei 5 migliori vini bianchi italiani (e non lo dico solo io…).
Hanno anche l’Elysium, una particolarità di un piccolo viticoltore della zona, un vigneto quasi estinto: il moscato rosa di Parenzo.

Se volete un pranzo veloce mentre girate in centro, lì intorno c’è la concentrazione di musei, io mi affido sempre a Capo in B, via Cadorna 21. I migliori bagel in assoluto: quelli al salmone divini, i taglieri con i salumi di Bajta son molto buoni (i vini non ancora all’eccellenza, ma son decisamente sulla buona strada per arrivarci) e comunque sfiziosità culinarie varie e interessanti.
Ottimo anche il caffè e i succhi di frutta artigianali. Una simpatica e variegata carta dei vini dove potete trovare vini della zona e non solo.
La Vitovska di Skerk è la mia preferita. Buona la Ribolla Gialla de La Tunella, Malvasia di Colja o di Skerk (pluripremiata)
Qui trovate anche il TerraRoza di Bajta, una piccola particolarità della zona: un Terrano spumantizzato.

Mimi e cocotte (proprio attaccato al Capo in B: per cene, aperitivi e brunch veloci

Dove bere caffè:

Indubbiamente merita un caffè da Eataly, sulle rive, con la sua vetrata spettacolare che da direttamente sul mare, andate a vedere la cantina dei vini, ma solo a vedere, a me personalmente prender vini che stanno sotto i faretti a scaldarsi fa abbastanza senso…

Diciamo che resterete stupiti dell’alta intensità di locali e bar nel centro di Trieste, ce ne sono un’infinità, davvero ne potete trovare 4 nel giro di 4 passi, vi consiglio anche quelli sul Ponte Rosso, molto caratteristici, con una particolare zattera direttamente sul canale.

A Trieste il caffè è un’istituzione e lo si beve in maniera differente dal resto d’Italia, classico è il capo in b (cappuccino in bicchiere, rigorosamente francese), altrimenti c’è il nero, il gocciato (nero con pochissimo latte) sempre in bicchiere, se si vuol prendere un cappuccino come nel resto d’italia, cioè grande, bisogna chiedere un caffèlatte: si lo so, siamo strani.

Il più buono, secondo me, lo si trova all’Osteria del caffè in via delle Torri, ottimi visto il periodo caldo anche gli estratti di frutta.

Mangiare e bere la sera:

La birreria Hop and Rock con solo birre artigianali italiane molto molto accogliente, molto ben fornita, con i proprietari super preparati in materia che vi spiegheranno vita, morte e miracoli di ogni singola birra.

Un giro in Cavana e nelle vie fino ad arrivare in Piazzetta Barbacan, dove c’è l’Arco di Riccardo, completamente riqualificate da qualche anno, sono piene di locali carini per mangiare tipo l’Etrusco o Taverna dell’Olio e per finire la serata un immancabile Americano al Zuf DynamicBar (ma anche una cena veloce nella loro intima saletta) o i miscelati all’Antico Caffè Torinese.

L’aperitivo:

L’abbiamo inventato noi!!! Noterete che alle 18 i tantissimi bar saranno già pieni di gente che si gode l’aperitivo, in primavera con la temperatura mite, i tavolini all’aperto, farlo a Trieste è quasi mistico… spritz bianco o morbido (vino bianco e acqua frizzante), spritz aperol, calici di vino o birra… a ognuno il suo, purchè si faccia!!!

Le osmize:

Particolarità tutta del nostro altipiano carsico. Si vendono e si consumano vini e prodotti tipici (quali uova, prosciutti, salami e formaggi) direttamente nei locali e nella cantine dei contadini che li producono.

Diversi documenti attestano l’esistenza delle osmize in periodo medioevale. Uno, del 1430, riporta come i contadini di Prosecco presso Trieste sostenessero che il loro vino sfuso venduto sul posto fosse esente da dazi. L’antica usanza fu quindi restaurata, ristabilendone un preesistente radicato diritto, con un decreto del 1784 emanato da Giuseppe II d’Asburgo[5]. Il decreto permetteva agli agricoltori di vendere vino sfuso prodotto in casa per un periodo di otto giorni. Il termine osmiza (in sloveno osmica – pronuncia: osmizza) viene da osem che significa “otto” e indicava la durata della concessione del periodo di apertura, di otto giorni appunto, delle osmize

Quindi hanno aperture limitate, se siete in vacanza a Trieste dovete sperar nella fortuna di capitare nel periodo di apertura delle più meritevoli. Questo bellissimo sito vi da le aperture e tutte le specifiche. 
Andare in osmiza è stile di vita, libertà, spensieratezza quindi andate tranquilli e con l’animo sgombro, godetevi il sole, le chiacchiere, il vino e il mangiare, magari portatevi una chitarra, lasciate lo stress in città e restate con l’anima sgombra un paio di ore: è terapeutico.

 

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