Brunello di Montalcino On Tour

Bella e interessante iniziativa organizzata da WineZone per conto del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.
Quattro Brunello di zone diverse in degustazione guidata, con una preparata e ben articolata presentazione sia della storia del vino che del territorio, totalmente gratuita e seguita da un aperitivo con altri vini della zona (Rosso di Montalcino, Sant’Antimo e altri IGT).
Spero altri consorzi ne prendano esempio, un bel modo per far conoscere le eccellenze italiane in giro per l’Italia.
Montalcino, bellissima città in provincia di Siena, che conta 2.000.000 presenze l’anno e che, con i suoi quasi 6000 abitanti, risulta la città con più alta percentuale turistica per abitante d’Italia (e il 5% del PIL vinicolo italiano).

La nascita del Brunello di Montalcino risale all’Ottocento, quando alcuni agricoltori montalcinesi iniziano a sperimentare la produzione di un vino rosso con le uve di una vite tradizionalmente coltivata nella zona. Una vite chiamata “Brunello” o “Brunellino” che, verso la metà dell’Ottocento, viene identificata come una varietà del Sangiovese. Un’uva molto pregiata perché capace di produrre vini da lungo invecchiamento cioè vini rossi di altissimo pregio.

La fortuna di Montalcino si deve anche alla vicinanza con la via Francigena, strada principale che portava dalla Francia a Roma, prima ancora di entrare nella provincia di Siena.
Fino agli inizi dell’800 Montalcino era sinonimo soprattutto di vini bianchi, dolci e frizzanti, il più famoso è il Moscadello (con alle spalle una storia millenaria).
Il precursore del Brunello è indubbiamente Biondi Santi che iniziò, a metà dell’800, a sperimentare e usare solo sangiovese in purezza in particolare quello “grosso”. La sua fortuna è stata potersi permettere finanziariamente di tenere il vino fermo nelle cantine per anni, cosa impossibile per i piccoli coltivatori che dovevano monetizzare a ogni vendemmia.
Ci son voluti 100 anni di analisi per trovare l’uva giusta: il clone DB512 (Sangiovese grosso).

Le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai seguenti requisiti:
terreni: geocronologicamente attribuibili ad un intervallo di tempo che va dal cretaceo al pliocene; comunque idonei a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche qualitative;
giacitura: collinare;
altitudine: non superiore ai 600 ms.l.m.;
esposizione: adatta ad assicurare un’idonea maturazione delle uve;
densità di impianto: per i nuovi impianti ed i reimpianti la densità minima dovrà essere di 3 000 ceppi/ha;
forme di allevamento e sistemi di potatura: quelli generalmente usati e/o comunque atti a non modificare le caratteristiche peculiari dell’uva e del vino;
pratiche di forzatura: è vietata ogni pratica di forzatura.
È consentito l’uso di indicazioni toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento alle vigne dalle quali provengono effettivamente le uve.

Nel 1966 il Brunello di Montalcino diventa un vino Doc e l’anno dopo istituisce il suo Consorzio. Nel 1980 è la prima Denominazione di Origine Controllata e Garantita DOCG.

Il terreno

Il terroir del Brunello di Montalcino è un mosaico caratterizzato da versanti con orientamenti molto diversi fra loro a cui si somma la differenza di altezza di tutto il sistema collinare rispetto sia alla bassa val d’Orcia sia al più alto Monte Amiata. Questo crea delle microzone climatiche e ambientali molto diverse fra loro che imprimono alle uve caratteristiche variegate, a volte anche su terreni molto vicini.
nord: terreno con marne argillose di origine pliocenica con terreni galestro argillosi alternati a masse di alberese. Salendo il galestro aumenta e l’argilla cede il posto a sistemi calcarei, ancora più in alto molte più arenarie. Il clima fresco, grandi sbalzi di temperatura, soffia la tramontana ed è la zona più fertile. Il Brunello di questa zona è più profumato e con un corpo più robusto.
ovest: zona di calcare dallo scisto di galestro e alberese alternato a zone di argilla o di detriti alluvionali, ha un’origine più antica. Brezze marine trasportate dal maestrale sciolgono nelle uve la loro tempra salmastra. La terra qui e’ piu’ grossolana, disgregata, arieggiata e sassosa. Ma in parte e’ presente anche l’argilla. Con questa ricca varieta’ minerale a disposizione, il vino sara’ sempre saporito ed elegante, intenso e profumato.
sud: conca riparata dai venti. La temperatura media e’ più elevata, il che produce un anticipo delle attività vegetative delle vigne. In questa zona la pioggia e’ più rara e i terreni più permeabili, ricchi di scheletro e calcare, poco fertili e secchi, duri alle lavorazioni. Qui le doti di rusticità della vite sono pienamente esaltate. Il Brunello di questa zona risulta con una componente alcolica più elevata.
est: sulle terrazze che guardano al monte Amiata, si raggiungono le altitudini più elevate. I venti battono la zona e contribuiscono a rendere sana l’aria. Le terre sono variegate, con ampie zone di crete, miste a sabbia e a formazioni di calanchi. I vini hanno un carattere più ampio, intenso, polposo e risultano più immediati, molto persistenti e caldi. Sul crinale invece, grazie all’abbondante presenza di sabbia, i vini risultano più eleganti e scarichi.

la degustazione

La Mannella 2013 (zona nord)
Un bel frutto al naso,spezie fresche, accattivante, una piacevolezza e bevibilità più immediata, tannino ben bilanciato per un vino intenso e caldo.
Camigliano 2013 (zona sud)
Note più stridenti e contratte, tannino tagliente, salmastro, si sviluppa su tutta la bocca con note più persistenti e asciutte. Si sente ancora tutta la sua “giovinezza” ed il bisogno di affinarsi ancora per raggiungere note più levigate e armoniche.
Voliero 2013 (zona est)
Vino molto immediato, note di confettura, viola, cannella. Succoso e caldo, persistente, accattivante e elegante.
Poggio Antico“Altero” 2013 (zona ovest)
Molto concentrato nel colore, tannino fine ed elegante, vino profondo e molto affascinante. Variegato al naso, complesso e con un finale bello persistente.

Note principali del disciplinare


Zona di produzione 
Confine storico del Comune di Montalcino.
Vitigno 
Sangiovese (denominato, a Montalcino, “Brunello”)
Resa massima dell’uva 
80 quintali per ettaro
Resa dell’uva in vino 
68%
Affinamento minimo in legno 
2 anni in rovere
Affinamento minimo in bottiglia 
4 mesi (6 mesi per il tipo Riserva)
Gradazione alcolica minima 
12,5% Vol.
Acidità totale minima 
5 g/lt
Estratto secco netto minimo 
24 g/lt
Imbottigliamento 
può essere effettuato solo nella zona di produzione
Immissione al consumo 
dopo 5 anni dall’anno della vendemmia (6 anni per il tipo Riserva)
Confezionamento 
il Brunello di Montalcino può essere posto in commercio solo se confezionato in bottiglie di forma bordolese


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