narcisista

instagram è sbarcato anche su android (e meno male) e ovviamente una social addicted come me poteva non iscriversi (lasilvia, as usual anzi la__silvia) e imperversare con inutili e brutte foto per sputtanare quella poca credibilità che ancora mi rimane…

introspettiva

scrivo, scrivo tanto, di notte, alla luce del cellulare, consumando il lapis sul block notes come anni fa. scrivo, scrivo, scrivo e cerco di svuotare la mente e il cuore. scrivo, scrivo, scrivo per non urlare, per lasciare qualcosa che non sia solo un lieve ricordo amaro che rimane sospeso e dimenticato. scrivo, scrivo, scrivo per tirare fuori quella che ero e ho perso, quella che dovevo essere e non sono divenuta, quella che sono ancora in tempo di salvare. forse. chissà. idee che corrono, si accavallano, ritornano, svaniscono, pungono, lacerano. troppo veloci da scriver tutte e troppo agitate per non poterle fermare lì, in un per sempre così dannatamente effimero.
tanti progetti in ballo e una testa sola da gestire, una sola e nemmeno troppo sana. salute mentale a tratti e idiosincrasie fin troppo violente. e dialoghi e dialoghi e dialoghi da fermare, storie da scrivere, atti da finire e iniziare. scenografie da ideare. tempi passati da ricordare.
sono io questa? quella che s’è persa e non trova la strada? quella che ha rinunciato a vivere o quella che ha rinunciato a sperare? sono forse io questa? cos’ero, io? cosa sono, io?
e alle volte penso che per poter finire e scrivere e pensare e fermare tutto dovrei avere una uscita usb direttamente dal cervello, perchè non avrò mai mani tanto veloci da fermare questi brividi e attimi e slanci così perfetti. così stupidamente magnifici e dolorosamente veri.
chi sono, io? son forse quest’essere così inutilmente banale. così spento. così simile a troppi altri. non ero forse io la splendida eccezione. la brace negli occhi.  la manifesta essenza del poter essere.

sono ancora in tempo per divenire quel che dovevo essere…forse…

teatrante

alle 17.30 si aprirà il sipario, che io sia pronta o no, che io sia in forma o no. mio padre non si preoccupa, lui non si preoccupa mai, lui è un grande sul palco e non ha mai dubbi su di se. sul palco, non ha dubbi nemmeno su di me, lui…
dice che fin da bambina mi ha insegnato ad essere protagonista e professionista
dice che quando la gente paga per vederti non esiste niente al di fuori del pubblico che hai davanti
dice che quel po’ di sangue suo che ho nelle vene tanto basta per esser sicura
alle 17.30 si aprirà il sipario e non ho paura di niente
anche se arrivo in teatro in jeans e felpa, tanto da sembrare più un tecnico più di un qualcuno che dovrà salire sul palco. anche se due ore prima rido e scherzo con il barista bevendo un caffè, tanto da sembrare più uno spettatore di un qualcuno che dovrà salire sul palco
sono io che do’ il ritmo e sono io che, bene o male, decreto il mio successo o l’insuccesso. per quanto gli altri siano bravi, presenti e brillanti se io sono opaca il tutto non gira, come un perfetto ingranaggio
il rischio del palco
alle 17.30 si aprirà il sipario e io sono pronta

le applicazioni inutili, ma indispensabili…

Da dicembre ho il mio splendido samsung nexus s e da dicembre non faccio altro che installare inutilità indispensabili…

giochi

il mitico solitario, l’impiccato, parole intrecciate, mahjong, nomi cose e città, paroliamo

grafica

go photo anche se non capisco perchè non mi carica più le foto su facebook, pho.to lab, photo art, photo effects, retro camera

temi

adoro i temi di zt.art e ora come ora, dopo aver usato why ho installato lovetree

inutilità da social maniaca

wordpress, miso, foursquare, facebook, twitter, anobii (bellissimo, hai sempre con te la lista dei desideri e carchi i libri direttamente con la scansione del codice, indispensabile visto che la biblioteca ha il wifi libero)

inutilità da fitness maniaca

esercizi giornalieri di addominali, braccia, gambe, glutei, cardio, ecc. giusto per avere sempre con me gli esercizi da variare in palestra

varie ed eventuali

radio deejay per scaricarmi i vari podcast, radio montecarlo, corriere della sera, wikipedia, money droid (per i miei magri risparmi), whatsapp

inutile dire

che son sempre alla ricerca di nuove cazzate, quindi suggerite suggerite e suggerite

la silvia e giuseppe pontiggia

scoperto verso i 16 anni con vite di uomini non illustri, vincitore del premio super flaiano nel 1993. arrivato a casa per caso e letto altrettanto per caso. libro splendido, analisi crude e cattive, ma vere.

per me

che amo il pettegolezzo storico è stato una piacevole lettura. una di quelle poi riproposte negli anni, ma sempre piacevole.

poi

c’è stato prima persona, una raccolta di pensieri e annotazioni su politica, cronaca, vita privata. sempre pungente, sempre realista, quasi brutale.

prima

però c’è stato nati due volte, autobiografico, graffiante, nudo, bello, riflessivo. la storia della sua famiglia e di quanto un figlio disabile ti stravolga e ti calpesta e ti mette davanti tutta l’ignoranza della gente. e il finto buonismo. e il tentativo di affermarsi di un ragazzo sì disabile, ma non stupido. e una famiglia che cerca di non crollargli attorno. e un padre che cerca di esser uomo, sbagliando. bellissimo.

ai disabili che lottano non per diventare normali ma se stessi

quando sul corriere lessi della sua morte ricordo di come mi son sentita un po’ più triste e un po’ più povera perchè una grande mente e un grande uomo non c’erano più…

la silvia e battisti

con la musica son ferma a vent’anni fa, ne son consapevole. ascolto cantautori italiani che vanno dagli anni 50 agli anni 80 o musica straniera anni 60 e 70.  son piuttosto monotona, forse per questo il mio ipod si sta lentamente suicidando.

sogno di abbracciare un amico vero
che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro
e gente giusta che rifiuti d’esser preda
di facili entusiasmi e ideologie alla moda

e quindi ascolto battisti, più per le musiche di mogol a dire il vero, anche quando corro sul tappino rullante in palestra.  che potrebbe esser una scelta un po’ strana, ma ha un suo perchè: l’incazzo. perchè battisti sarà stato un grande interprete e un  grande autore, ma era un maschilista schifoso. ora, lasciando la più ovvia 10 ragazze, avete mai ascoltato 29 settembre? una in un bar sorride e…

…vedevo solo lei
e non pensavo a te…

non contento ci va a cena, ci passa la notte assieme e l mattino il colpo di genio

…mi son svegliato e e sto pensando a te.
ricordo solo che, che ieri non eri con me…
il sole ha cancellato tutto…

il sole ha cancellato tutto? comodo lucio, molto comodo… il sole cancella il fatto che hai mancato di rispetto a due donne in un colpo solo per poi finire in bellezza

…e corro li’ al telefono parlo, rido e tu.. tu non sai perche’

e ringrazia dio che non sa il perchè, fossi stata io avresti sì riso, ma senza denti!
ma fosse l’unica canzone, magari pensi è stato un caso, un momento di debolezza, di rabbia, di coglionaggine tipicamente maschine e invece no, che dire di

eppur mi son scordato di te
come ho fatto non so.
una ragione vera non c’è lai era bella però

insomma, ok t’ho tradito (di nuovo) però lei era bella… potresti anche giustificarmi, mi son scordato di te, dei nostri progetti, della tua felicità ma lei era bella… e che dire della povera linda?

…bella sempre, dolce come lei
Linda, forse tu non sei…

insomma, non è bella, non è dolce, non ha gli occhi azzurri belli come i suoi e ti chiedi, perchè ci stai insieme lucio? semplice…

…ti cerco e tu… e tu ci sei…
ti cerco e tu.. mi dai quel che puoi

insomma, la donna zerbino da sfruttare. non è bella, non è dolce, ma c’è sempre e gli risolve i casini…
e poi vabbè, l’apoteosi


Hai ragione anche tu
cosa voglio di più
un lavoro io l’ho
una casa io l’ho
una casa io l’ho
la mattina c’è chi
mi prepara il caffè
questo io lo so
e la sera c’è chi
non sa dir di no
cosa voglio di più
hai ragione tu
cosa voglio di più
cosa voglio
Anna
voglio Anna.

io nel caffè t’avrei messo il cianuro!

outfit n. 3 – la silvia bonneville

alla fiera del motociclo di milano (eicma) sulla moto del mio cuore… non sono sempre così monotona nel vestire… ma quei stivali son stati l’acquisto migliore dell’inverno, son comodissimi!

camicia pimkie
jeans cache – cache
cintura camaiueu
stivali camomilla
moto bonneville triumph

outfit n. 2 – la silvia chocolate

Solita faccia idiota causa sole…

maglione cache – cache
camicia cache – cache
jeans sisley
cintura camaiueu
collant calzedonia
stivali camomilla
ciondolo mongolfiera bijou brigitte

outfit n. 1 – la silvia country

cioè è una vita che volevo farlo… e ovviamente lo faccio nella maniera più schifosa con una foto fatta dal cellulare (quando in casa si ha la reflex e obiettivi e cazzi e mazzi) con la solita faccia da idiota. ma tant’è…

camicia cache – cache
jeans cache – cache
cintura camaiueu
stivali camomilla

bene e dopo questo pubblico sputtanamento alla prossima…

io e i serial killer

è una passione che condivido con matteo, quindi mi fa sentire meno psicopatica di quanto potrei sembrare.
adoro le storie con serial killer, credo d’aver letto tutte le biografie e saggi. italiani e non. testi universitari e non.
perchè mi attirano gli psicopatici? non saprei, ma potrebbe far capire sul perchè di mie scelte sentimentali del passato…

comunque

sono un po’ borderline anch’io. con dei momenti bui pur’io. con delle compulsioni e ossessioni (ok, son meno pericolosa di che sembra…). mi affascina la mente umana, probabilmente la mente umana deviata, ma anche no dai, mi affascinano anche gli estremamente buoni e giusti e felici e coerenti e sicuri. cosa che non sarò mai. forse è quello. non sarò mai nè uno nè l’altro. nè troppo buona nè troppo cattiva. e forse non ho capito ancora da che parte voglio stare. se tra le schiere dei cattivi senza remissione o dei buoni con le porte dei cieli spalancate.

e insomma

magari sentire io e matteo disquisire su chi è il serial killer più efferato (no, charles menson non lo calcoliamo nemmeno, è una mezza pippa, solo un gran manipolatore) può sembrare grottesco e deviato, ma gli studi psicologici sono estremamente interessanti. così com’è interessante lo sviluppo del profiler nel corso degli anni, di quanto gente come john douglas “mindhunter” (e robert kessler e roy hazelwood per citarne alcuni)  si sia battuta per non solo la lotta, ma anche la comprensione di queste menti così deviate. comprensione che ne aiuta la cattura. rimettendoci spesso in prima persona.

così

la mia libreria è piena di saggi e romanzi sui serial killer (potete vedere in anobii) però i film solitamente non li guardo e non mi piacciono. anzi. le serie tv si, molto bello bones e criminal minds. ben fatti e coerenti. riprendono tante storie vere, magari mischiando un po’, ma son decisamente gradevoli da vedere.

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