Azienda Gigante – Corno di Rosazzo (Udine)

L’Azienda Gigante, a Corno di Rosazzo, situata nei bellissimi Colli Friulani Orientali  nasce da una famiglia di mugnai del posto con una grandissima passione per la viticoltura. Venduto il mulino, nel 1957, il nonno del sig. Adriano Gigante (che ora, insieme alla moglie, segue l’azienda coadiuvato anche da suo cugino enologo) inizia la sua avventura nel mondo del vino acquistando la casa e il vigneto sulle colline della Rocca Bernarda. Inizialmente il vino veniva venduto sfuso dal padre, ma ricevendo molti apprezzamenti sulla sua qualità nel 1999 Adriano decise di imbottigliarlo, iniziando col classico friulano e poi ampliando le varità, facendo così crescere l’azienda con importanti riconoscimenti sia in Italia che all’estero.

Il terreno è la base di tutto, spiega il sig. Adriano facendo visitare l’azienda, il loro è piantato a mano, il terreno quindi non è stato smosso e rigirato come avviene nella maggior parte delle altre colline lavorate a terrazze, per questo mantiene la qualità alta in quanto la vigna lavora sullo strato superficiale, i primi 30 cm, dove trova tutte le sostanze importanti che poi si vanno a perdere in profondità; il loro vigneto storico non è quindi terrazzato, ma inclinato. Già il padre, spiega, aveva capito che continuando a muovere il terreno si creavano dei dislivelli che a lungo andare rischiavano di far perdere il vigneto e facendo anche perdere di qualità il prodotto, ha quindi deciso di inerbirlo, cosa che avviene tuttora. Quel vigneto quindi è quasi 60 anni che rimane fermo e questo indubbiamente è il suo valore aggiunto.
La cantina, rimodernata, è attiva da 5 anni (4 vendemmie) ed è stata costruita interrata e coibentata da tutti i lati, movimentando ben 20.000 mp di terra. Essendo interrata mantiene bene la temperatura e quindi non ha bisogno di alcun controllo.

La degustazione è stata molto piacevole e colloquiale, basti pensare che nonostante si sia svolta in quasi due ore per me il tempo è assolutamente volato e sarei rimasta ancora ad ascoltare “storie e aneddoti di vita vissuta in vigna” intramezzati da interessanti spiegazioni tecniche. L’Azienda Gigante ci ha fatto provare, o per chi come me non aveva ancora mai provato, scoprire 6 vini di loro produzione: 1 spumantizzato, 2 bianchi, 2 rossi e un vino bianco dolce.

Prima Nera:
Brut Rosè, uva 100% Schioppettino con vendemmia anticipata rispetto alla maturazione classica.  Metodo Charmant lungo. Le uve vengono diraspate e criomacerate per 6-8 mesi circa prima di essere pressate. Fermentazione in acciaio a 18°, rifermentazione in autoclave a una temperatura tra i 12° e i 14°. Sospensione sui lieviti di fermentazione per 4-5 mesi, imbottigliamento dopo 6 mesi dall’inizio della rifermentazione in autoclave.
Molto leggero e non troppo persistente sia nel profumo che nel gusto. Perlage fino.

Pinot Grigio 2016:
uva 100% Pinot grigio. Vendemmia con selezione delle uve. Fermentazione dell’uva pressata a temperatura controllata di 18° per 20 giorni e maturazione del mosto in acciaio. Imbottigliamento a cui fa seguito un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia.
Colore giallo paglierino con riflessi ramati. Profumo abbastanza intenso e complesso con note di frutta matura e di fiori bianchi. Al gusto abbastanza persistente e armonioso, maturo, poco morbido ma abbastanza caldo.

Friulano del vigneto storico 2016:
uva 100% Friulano del vigneto storico. Vendemmia con selezione delle uve. Fermentazione dell’uva pressata a temperatura controllata di 18° per 20 giorni e maturazione del mosto in acciaio. Terminato tale periodo si effettua l’imbottigliamento a cui fa seguito un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia.
Colore giallo paglierino intenso. Profumo intenso e variegato con sentori di frutta matura, agrumi, fiori di campo e note salmastre. Il sapore è ricco di sfumature, setoso, energico e con un finale tipico di mandorla.
Fresco e avvolgente, abbastanza minerale e sapido, persistente e molto armonico, elegante, un vino davvero maturo e di corpo.

Schioppettino 2013:
uva 100% Schioppettino. Vendemmia con selezione delle uve. Appassitura di una parte, diraspatura soffice e successiva fermentazione a temperatura controllata di 25° per 20 giorni. Seguono quattordici mesi di maturazione in barrique e tonneaux. Terminato tale periodo si effettua l’imbottigliamento a cui fa seguito un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia.
Colore è rosso rubino con riflessi viola. Al naso è intenso e fine, dal bouquet di frutta a bacca rossa emergono note di lampone, mirtillo e mora selvatiche incorniciate dalle spezie. In bocca è caldo e avvolgente, la buona acidità in equilibro dona morbide sensazioni accompagnate da una lieve, piacevole asprezza, vino di buona struttura che racchiude tannini eleganti e smussati, il finale è lungo e pepato per un retrogusto persistente. Snello e morbido, di facile beva.
Inutile dire che è stato il mio preferito, però mi rendo conto di non riuscire mai ad essere molto obiettiva in quanto questo e quello dopo, il Pignolo, sono i miei rossi preferiti del Friuli Venezia Giulia.

Pignolo 2008:
uva 100% Pignolo. Vendemmia con selezione delle uve. Macerazione per circa sette giorni a temperatura controllata di 27°-28° e maturazione del mosto in botti di legno di rovere da 350 lt per 24 mesi, travaso in vasca d’acciaio per 12 mesi e ulteriore affinamento in bottiglia per 12 mesi.
Colore rosso granato. Profumo ricco, intenso e complesso con sottobosco, cuoio e note speziate. Il sapore è persistente, caldo e raffinato con un bel corredo tannico, lungo e saporito. 

Verduzzo friulano 2014:
uva 100% Verduzzo friulano. Vendemmia con selezione delle uve. Una parte dell’uva, circa il 20%, viene fatta appassire in cassetta per circa due mesi a 33° brix, a dicembre diraspata e pigiata viene messa a fermentare in botti nuove di rovere da 350 lt per circa un anno, l’altra parte dell’uva, pigiata subito dopo la raccolta viene lasciata macerare per circa 60 ore e trasferita in vasche d’acciaio dove avviene la fermentazione a 14°. Dopo circa un anno di affinamento in legno e acciaio i due vini vengono assemblati e imbottigliati, fa seguito un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia.
Colore giallo dorato con note d’ambra, al naso prevalgono frutti come le albicocche e fichi secchi e ricordi di nocciole.
E’ stato presentato in abbinamento al formadi frant (un formaggio tipico friulano) che onestamente non conoscevo, abbinamento davvero azzeccato e che dovrò sicuramente riprovare.
Formadi frant: lascio la sua spiegazione a Slow Food.

Devo inoltre ringraziare la simpaticissima e cortese Direttrice del magazine Q.b. Quanto Basta, organizzatori della serata, per avermi permesso di esser presente dandomi un indispensabile passaggio da Trieste.

Il file audio della spiegazione del sig. Adriano Gigante durante la visita:

 

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